Marry Me

Grazie a Natasha scopro questa storia.

Yasushi Takahashi è un artista giapponese che firma le proprie opere con il nome “Yassan“. Nel 2008 ha lasciato il lavoro per inseguire l’amore. Letteralmente.
Yasushi ha percorso tutto il Giappone, 7.163 chilometri da nord a sud, a piedi, in traghetto, in auto e in bici. 6 mesi, da Hokkaidō a Kyūshū, con un sensore Gps ai piedi.
Grazie alla traccia del segnale Gps ha trasformato il Giappone in una lavagna luminosa e ha scritto un messaggio per la sua ragazza: “Marry Me”, sposami.

Mi ha colpito questa impresa, tanto privata quanto universale, e ho provato ad immaginare cosa stesse pensando Yasushi poco prima di partire per la sua corsa.

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“Mi chiamo Yasushi e domani inizierò il viaggio più importante della mia vita. Ho messo tutto in questa corsa. Voglio chiedere alla mia ragazza di sposarmi e voglio far sapere a tutto il mondo quanto lei sia tutto per me. Ecco perché ho messo tutto di me in questa corsa. Voglio scrivere “Sposami” sopra il Giappone e voglio che lo vedano anche dallo spazio. Devono saperlo tutti. E pensare che sono un tipo che si isola, che è timido, riesco a mettere le mie emozioni spesso solo nelle mie creazioni artistiche. E anche quelle le firmo con uno pseudonimo, Yassan, che di me conserva solo la prima lettera. Userò vari mezzi, userò soprattutto i piedi però. Strano per me che ho sempre usato solo le mani. Saranno molti i chilometri da percorrere, più di settemila credo. 7.000. Mi sembrano infiniti adesso. Infinito è quello che provo per la mia ragazza. Tanto infinito che con la mia arte non riesco ad esprimerlo. Per lei mi sembra di non fare abbastanza e allora via. Glielo scriverò chiaro e forte. Magari nella corsa le lettere saranno scritte come un bambino, ma non importa. Il cuore tiene forse sempre la grafia di quando siamo bambini. È buffo. Quando mi chiudo nel mio laboratorio per realizzare le mie opere non voglio che nessuno, nessuno, ci entri fino a che non ho finito. Lavoro isolato e solo. Non voglio nemmeno lei. Dicono che sono metodico ed egoista in questo. Per la mia opera più importate, invece, esco all’aria aperta, la mostrerò a tutti strada facendo, la mostrerò subito soprattutto a lei, che ancora non sa nulla. A lei che ha creato molto di quello che sono. Soffro molto a non condividere questo momento con lei. Ma è giusto così. Io voglio regalarle il mio tempo e quello che so fare meglio, anche se dovesse cambiare tutto. Sposami. Tanto basta.

L’unico amico che conosce il progetto dice che sono matto. Sei un buon corridore, ma sei mesi senza soste sono una corsa impossibile. Dedicale la tua opera più bella, mi ha detto tante volte.
No! La mia opera più bella è lasciare la mia vita per un po’ qui ad Hokkaidō e andare a seguire dove mi porterà la mia vita con lei. Quindi, via. È l’alba. Tra un po’ il mio amico mi verrà a svegliare e partirò. Solo. Passerò davanti alla casa della mia ragazza, che starà ancora dormendo, lascerò una lettera sotto la porta e inizierò a correre. Tra sei mesi potrebbe essere tutto diverso. Ma io voglio regalarle tutto questo, tutto me stesso, tutto ciò che lei mi ha fatto scoprire di me.”

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Ciao,

Alberto (@per4piedi)

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