Pollo per caso.

Sabato mi sono svegliato con qualche linea di febbre.
L’allenamento di 18 km tra le colline coneglianesi, non generose in questa parte dell’anno, si faceva sentire.

Il motivo della piccola febbre, in realtà, credo fosse un altro. Venerdì ho avuto un’incomprensione con una persona a cui tengo molto, la quale sabato si è svegliata a sua volta con la febbre.

Sentivo di dover correre, nonostante la temperatura. Interna ed esterna. Così decido di far passare tutto il sabato, ma di uscire questa mattina, domenica 7 dicembre.
Raggiungo in auto la casa di un amico, che mi permette di parcheggiare da lui. Da lì inizierò a correre da solo, in mezzo alla campagna, senza pendenza questa volta. Solo la nebbiolina che al mattino presto rende le vigne un velo termale.

Raggiungo il piccolo paese dove abita Luca e trovo la strada chiusa.
Motivo: la gara della domenica, il 37esimo raduno podistico di San Nicoló di Pianzano (TV).
Che spettacolo, penso, mentre abbasso il finestrino e chiedo informazioni ad un volontario che smista il traffico. “Tre percorsi, il più lungo è di 21 chilometri, ci sono anche quelli da 6 e da 12. Per tutti e tre i percorsi la partenza è alle 9.”

Plin. 12 km è la distanza che volevo percorrere. Da solo. Riesco a passare prima che la strada venga chiusa e raggiungo la casa del mio amico Luca, che sta ancora dormendo, a circa un chilometro dalla partenza della gara.
“Ma sì, partecipo”, mi dico mentre parcheggio. Mi cambio e inizio a correre per riscaldarmi verso la partenza. Il fiato mi sì condensa, il fisico scricchiola, brividi di caldo un po’ ovunque.
Bene, forma ottimale.

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Mi iscrivo. Via.

C’è davvero un sacco di gente che corre con me e non mi dispiace in fondo. Al secondo chilometro siamo tutti in gruppo, il tracciato attraversa un vigneto e iniziamo a correre nel fango, fino ad affondare con tutte le scarpe. Ci sosteniamo in piedi a vicenda.
Una forma di social che il running non perderà mai!

Il percorso alterna asfalto e sterrato, mi piace.
Due concorrenti davanti a me parlano di Maratone. Capisco che sono veterani della specialità e decido di provare a seguire il loro passo. Noto che corriamo ad una media di 5′ a km.
Ci provo.

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Inizio a divertirmi, anche quando cerco l’erba per pulire le Mizuno Wave Laser rosse dopo i tratti di fango. Reagiscono pronte, sono elastiche, sono con me da 530 km.

I due ragazzi mi staccano dopo il secondo ristoro, verso il km 9, dove il percorso da 21 lascia quello da 12.

Sto bene e non penso a nulla. Via, via, via. Mi si affianca una ragazza che conosco, ma non ricordo il nome.

Entro nelle transenne che portano al traguardo e guardo Runtastic e vedo che il dodicesimo chilometro scocca all’ora! Ma a quanto sto andando? Ad un bel 5′ e 04 di media. Mi scappa un urlo di soddisfazione subito interrotto dallo speaker:”Ricordo che per chi arriva prima degli altri c’è un pollo in premio.”

Non capisco bene cosa significhi.

Sono accaldato, ma sto bene. Mi si appannano gli occhiali, ma non c’è traccia di brividi.
Vado verso il ristoro, vedo che c’è il brûlé bollente ad aspettarmi.

“Per il pollo da questa parte.” E senza quasi accorgermi mi trovo tra le mani una confezione con un bel polletto fu ruspante che mi sorprende.

Così in 12 km in 1 ora e 3 secondi ho raccolto: scarpe infangate, divertimento, qualche brûlé rosso bollente e un pollo per caso, in sintesi questa immagine qui.

IMG_9758.JPG

E pensare che volevo allenarmi da solo, nella nebbiolina termale.

Ciao,

Alberto (@per4piedi)

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