V per Vazzola: la prima corsa di Francesca.

Tutti pronti. Via!”
Il nastro cade a terra e partiamo.
È la mia prima gara per il 2015 ed è la prima gara di sempre per la mia amica Francesca. Con noi c’è Matteo, un runner esperto, corre da più di dieci anni, partecipa ad un sacco di trail e secondo me assomiglia a J Ax.

È una domenica di gennaio, umida più che fredda, e la campagna trevigiana sonnecchia sotto lenzuola di foschia.

È Francesca che mi ha chiesto se mi andava di partecipare a questi 12 km,
che alla fine saranno quasi 12 e mezzo, a Vazzola. Il nome della corsa per me è evocativo: la marcia dei Tre Mulini, e infatti il riconoscimento ai partecipanti sono tre pacchi di pastasciutta e a me il cibo piace!

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Il percorso si snoda tra asfalto, erba, strade bianche e vigne. In mezzo a case di campagna, chiese, fattorie e un’azienda agricola, che offre un ristoro di tutto rispetto a 2/3 di gara: un modo intelligente per farsi pubblicità!

Ma la protagonista di oggi è Francesca.
Corre senza pensare che sia la sua prima gara.
Piuttosto, mi dice che le dà una sensazione strana, quasi buffa, correre in mezzo a tante persone (siamo quasi 3mila), lei che quando corre, corre sempre da sola.
“Non perché la corsa sia uno sport solitario, ma perché mi piace così”.

La osservo di tanto in tanto, mi ricordo quando abitavamo nello stesso quartiere, quando frequentavamo il liceo. Poi ci siamo rivisti anni fa per lavoro e da qualche mese mi ha detto che aveva iniziato a correre.
Vedo che guarda solo davanti a sé, è concentrata, credo più sulle sensazioni che sta provando che sul movimento.
Passo dopo passo noto che il viso si rilassa, anche se la fatica aumenta.
E vedo la determinazione, la potenza degli obiettivi, vedo il coraggio di scoprire che le emozioni ti stanno bene addosso, la pazienza di scartarle poco per volta, per capire se sono speciali. E vedo la dignità di sopportare l’impegno con lucidità e leggerezza.

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L’arrivo la fa sorridere. E quello che mi dice dopo il traguardo lo ricorderò a lungo.
“Hai ragione che è un’emozione naturale, non pensavo mi facesse questo effetto. Che strano! Sei contagioso”.

Già che strane sensazioni produce la corsa.

Io non corro da molto tempo, ma ho già notato in me alcuni cambiamenti.

Mi diverto a fare fatica positiva, non corro quasi più con la musica nelle orecchie, sto scoprendo parti del mio carattere che non conoscevo, dò sfogo a parti del mio corpo che davo per scontate. Guardo con rispetto le scritte “Partenza” e “Arrivo”, curo l’alimentazione, ho scoperto che il riposo e il relax danno energia al corpo.
E sì, trovo tutto questo contagioso!

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Che ricordo avete della vostra prima gara?

Ciao,

Alberto (@per4piedi)

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