Cima da Conegliano corri con me.

Questa qui sotto è Conegliano, la mia città.

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Quello è il campanile del Duomo, in via XX Settembre. Poco più in là c’è la piazza dedicata a Giovanni Battista Cima, pittore del 1500, mio concittadino che ha fatto emozionare dogi e duchi.
Insomma, un figo.
Credo fosse simpatico, Giova Battista, creativo, estroverso nei quadri, introverso nei lunghi silenzi mentre passeggiava tra le colline di Conegliano.
Generoso, romantico, anarchico.
Come me era ironico e malinconico e credo abbia commesso i miei stessi errori, per carenza o eccesso di affetto.
Anche lui viaggiava tanto, da sembrare troppo a volte, tanto da finire sui francobolli, dall’altra parte dell’Oceano.

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E con lui, ho scoperto, ho in comune Parma: anche il pittore mio vicino di casa ci ha vissuto e lavorato e … poi se n’è andato!

Domenica 8 febbraio correrò la 21 del Cima a Conegliano, partenza ore 10.
E’ una mezza Maratona speciale per me, quindi non chiamatela Maratonina.
É la mia città, tra le vie che mi hanno visto crescere, che ho percorso un sacco di volte per iniziare qualche viaggio importante o per ingannare il tempo quando non avevo nulla da fare. E che da sette mesi accolgono le mie corse più speciali.

Io vengo da lì e mi nutro di quel cemento, del verde delle colline, delle vigne e del cielo azzurro che colora le montagne. Della dolcezza e delle contraddizioni di questa parte di mondo.

Le mie parole, i miei difetti, i pochi pregi quello che sono e sarò parte da lì.

Se ascolti bene, a volte, a Conegliano senti l’odore del mare mentre guardi la neve.

Io appartengo a quel luogo come il labbro superiore appartiene al labbro inferiore.

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Una volta, alla National Gallery di Londra, ho visto un quadro del Cima: mi sono sentito a casa, anche se ero lontano.
E piazza Cima è stata spesso un punto di partenza, una lettera maiuscola all’inizio di una nuova frase.

Se percorrete l’autostrada per raggiungere Conegliano incrociate un cartello “Conegliano 18 km”.
Mi incuriosisce da sempre quella indicazione. 18 non è una distanza da autostrada.
Da qualche settimana, tutte le volte che torno a casa, penso che adesso quei 18 chilometri riuscirei a percorrerli correndo.

Credo, anzi, che un giorno parcheggerò la macchina e inizierò a correre. Immaginatevi la libertà…

Quindi correre la 21 del Cima per me è un Grazie a Conegliano e a Giovanni Battista Cima.
Credo sarà una bella festa, ci saranno tanti appassionati e professionisti, italiani e stranieri, ci saranno nuovi incontri, qualcosa di inedito da aggiungere dentro lo zaino, prima del prossimo viaggio.

È la mia terza mezza Maratona: il mio obiettivo agonistico è provare ad arrivare al traguardo entro le due ore. Ma non importa molto in fondo.

Quello che vorrei per davvero è incontrare lungo il percorso o all’arrivo qualcuna delle persone per me importanti, quelle che sono la mia casa anche quando sono lontano.

Un abbraccio,

Alberto (@per4piedi)

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