Nava Design Milano: ha vinto lui!

Ho letto un articolo sugli stili di vita contemporanei. Era scritto molto bene. La sintesi è che gli esseri umani hanno sempre meno tempo libero. Non è una sintesi corretta, però. Bisognerebbe dire, credo, che gli esseri umani, in alcune parti del mondo, in questo momento, si stanno forse accorgendo di avere poco tempo per se stessi. 


Fino a qualche mese fa passavo credo più tempo seduto che in piedi. Ufficio, scrivania, tavola, sedile dell’automobile, del treno, dell’aereo. Noto, invece, che se mi capita di prendere un traghetto cerco di trascorrere la tratta di viaggio in piedi. 


In viaggio, specie in auto, anni fa ho preso l’abitudine di tenere nel bagagliaio una stuoia, delle infradito e uno zaino con dentro qualche rivista, un cambio, carica batterie, un asciugamano. Non si sa mai.


Di zaini ne ho cambiati parecchi dal primo compagno di viaggio in prima media (era un Seven, mentre tutti avevano l’Invicta).


Da qualche mese la corsa è diventata una costante della mia quotidianità, che non mi lascia comunque rinunciare a nulla di quello che c’era già. 

Per 4 Piedi è nato anche per questo motivo. 

Così, man mano che la corsa si univa al resto, mi sono accorto che mi sarebbe piaciuto fermarmi durante i viaggi e correre per qualche chilometro, anche solo una ventina di minuti. Oppure sfruttare bene un ritaglio di tempo ed esplorare una città a passo di corsa. 

E mi sono trovato ad avere l’esigenza di trovare un modo per portare anche scarpe e abbigliamento da running insieme a tutto il resto.


Così un’amica mi ha regalato uno zainetto della Nava Design Milano, tutto design moderno, essenziale, mi piace un sacco.





Ma come poteva essere la soluzione per avere con me tutto quello che mi porto di solito? Troppo compatto. Pensavo. 

“Vince lui, vedrai”, mi dice la mia amica.

Poi mi capita di dover partire in fretta verso Milano, una toccata e fuga. Guardo lo zaino. “E’ arrivato il tuo momento!”, penso.


Una sfida. 

E inizio a riempirlo. 

Vince lui. 


Dentro riesco a farci stare le scarpe e i vestiti da corsa, un asciugamano di microfibra, un libro, un cambio leggero. Semplicità. E, nei vani interni e protetti, il portatile, con tutti i vari caricabatterie (e poi mi lamento di non staccare mai).





Noto che le cuciture sono ridotte al minimo, mi fa sorridere la coincidenza che anche le mie scarpe rosse da running sono fatte così.





Dunque, parto e scrivo alla mia amica:“Avevi ragione: ha vinto lui!”


Buon viaggio!


Alberto

(@per4piedi)


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