Quarantaduemilacentonovantacinquemetri.

Pubblichiamo le emozioni passionali, intime, vive di Giulia che il 15 novembre 2015, nella sua città Natale, ha corso la Verona Marathon, sua prima Maratona, dopo 11 anni di amore fedele con la corsa.

  
Succede che un giorno ti alzi e che quel tarlo che da mesi era li
a stuzzicarti diventi una presa di coscienza. Succede che decidi che è arrivato il momenti di combatter i tuoi demoni, succede che decidi che è arrivato il momento di diventare quello che vuoi essere.

Succede che decidi di affrontare quei 42195 metri.

Una consapevolezza unica di voler ottenere quell’obiettivo perché farlo non potrà che portarti energia nuova, energia positiva. 42195 metri per andare oltre, per abbattere ciò che vuole distruggerti, per vincere da dentro i tuoi limiti, per combattere da solo le tue insicurezze.

Così parti con quell’obiettivo nella testa: 15 novembre, li voglio arrivare e voglio arrivarci col sorriso.

Mesi di alzate all’alba, mesi di km corsi in solitaria, lunghi e lunghissimi solo tu con la tua testa, i tuoi pensieri, i pensieri altrui che si impossessano delle tue energie.

Tu e le tue gambe, tu e il contesto in cui ti muovi: km di espiazione, di liberazione, di pianti e di felicità.

Km di scarico emotivo, di emozioni, di botte di vita, uno scarico di pensieri al limite del dolore e dell’affanno: un piede dietro l’altro solo questo dovrebbe essere, ma in realtà racchiude in sé un mondo, un rito, un modo di esser e di vivere.

Corro per essere felice, corro e sono felice, correre è il mio modo di pensare e di essere, essere e pensare sono il mio mantra nella corsa.

Tre mesi volano e ti ritrovi catapultato in questo giroscopio di emozioni, di adrenalina, paura, allegria, agitazione, aspettative. Ma una sola certezza: voglio tagliare quel traguardo col sorriso.

Emozioni: si amplificano quando incontri persone che ti sembra di conoscere da un’eternità, persone vere, pure che ti confermano ancora una volta come una passione e uno sport possano forgiare l’anima.

Sorrisi, scherzi, allegria; prima della partenza, immersa nella mia tensione adrenalinica osservo i volti: vorrei avere la consapevolezza di chi ne ha corse a decine di maratone, vorrei avere la forza di chi combatte da tempo contro il dolore. Vorrei avere quella tenacia che si legge negli occhi di chi ha ben chiaro dove vuole arrivare. Vorrei avere quella rabbia positiva di chi sa chi è e sa cosa vuole. Vorrei avere la leggerezza d’animo di chi è li sapendo di divertirsi. Rivivo il magone di chi vorrebbe esser li in altro modo.

Ma io vorrei solo esser ciò che sono per le prossime ore. Questo penso. 

E poi è solo corsa. 

Poi è solo un passo dopo l’altro, un km dopo un km, metri di risa e scherzi con chi non conosci, km che volano veloci ma la tua testa non sta ridendo e scherzando. La tua testa è in un’altra dimensione ad affrontare quello per cui hai deciso di intraprendere questa splendida follia.

L’asfalto scorre sotto le scarpe, le gambe girano, gli occhi catturano pezzi del tuo passato, riaffiorano ricordi che avevi dimenticato, riaffiorano sentimenti che avevi cercato di zittire. 20 anni di vita in 23 km, che passano come un film nella tua testa.

E poi resti tu: tu con metà percorso ancora da affrontare, tu che ormai sei un tutt’uno di gambe, testa e cuore: armonia perfetta, scivoli veloce senza fatica sui motivi per cui hai voluto esser li. Non esiste l’orologio ma l’orologio sei tu: perfetta sincronia, un metronomo, tre strumenti che suonano una melodia. Non hai bisogno di sapere a quanto vai, lo senti, lo percepisci, lo vivi.

E sorridi e ridi e pensi che questo è cio che sei: ora sei tu con te stesso. Tu con la nuova consapevolezza del tuo essere “umano”. Con la nuova consapevolezza che il tuo “io” aspettava solo questo momento.

Ed è li quel traguardo e te lo vai a prendere col sorriso e quel giroscopio di emozioni turbina ancor di più.

Non realizzi di aver finito i tuoi primi “quarantaduemilacentonovantacinquemetri” : non lo realizzi ancora. Nemmeno oggi che stai scrivendo.

Ma hai una nuova consapevolezza di te, una nuova energia migliore, un bagaglio di amicizie impagabile.

E non serviva altro, solo quarantaduemilacentonovantacinquemetri di vita.

Giulia

Un commento Aggiungi il tuo

  1. nino ha detto:

    la prima, quella che non dimentichi piu

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