Tutto è acceso.

La giornata è da testa che esplode, schiena dolorante e pioggerella noiosa. Non è una bella giornata 
Eppure vado a correre. E lascio tutto acceso. Smartphone al braccio, gps attivo, cardio pronto al via, orologio sincronizzato al telefono via Bluetooth, così ogni benedetto tweet, snap, trin trin, plin, bim che l’etere intercetta, viene rimbalzato dallo smartphone all’orologio. Stop

Mi chiedo: di cosa ho davvero voglia ora? Ho solo voglia di correre danzando dentro la pioggia. E decido di lasciare tutto, mi sgancio anche la fascia cardio. 

Silenzio, come un respiro lungo e lento e lineare. Di pace.

E’ buio, l’unica tecnologia che porto con me è la lampada VARTA, che da qualche tempo indosso attorno alla fronte quando corro la sera, in zone poco illuminate. 

Punta la luce direttamente nella direzione dove va il mio sguardo. E io mi sento più tranquillo.

  
Via. 

A volte correre è la via più breve per mettere in ordine una serie di cose. 

Nelle mie corse c’è sempre un punto, grosso modo dopo i sette chilometri, in cui muscoli e respiro si incontrano, per proseguire insieme. Sto provando da parecchio tempo a trovare parole più adeguate per spiegare la sensazione che provo in quel punto, ma non le ho ancora trovate. Quando accade, i pensieri iniziano a impilarsi in ordine, come i pezzi del tetris. E tutto si colora. 

Anche nel buio. 

Salgono le energie. Lo stress della giornata si scioglie via, come le gocce di pioggia che tamburellano accanto ai miei piedi sul terreno. Le orme che lascio dietro di me sembrano degli abbracci che non mi appartengono più, ma che mi spingono in avanti e saranno sempre con me. 

La corsa è un esercizio di presente.

  
Tu devi pensare solo al respiro, lasciar fare all’istinto che cerca la calma. Lasciarsi scorrere significa questo. Così diventi parte di quello che c’è attorno in quel momento: pioggia, sole, vento, neve, buio, lo scroscio del mare, l’odore di resina dei boschi, il casino delle città che rientra a casa. 

E’ una concentrazione perfetta, una consapevolezza leggera, ma totale, dove tutto è acceso.

Ciao,

Alberto

(@per4piedi)

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