Quella sei tu.

Detto in italiano elegante: correre la Lignano Sunset Half Marathon è stata una figata.Lignano, si sa, è sul mar Adriatico. È affacciata verso sud, una caratteristica della riviera friulana. L’aria è sempre frizzante, le luci della città si spengono poco prima della spiaggia, come a rispettare il mare. È una stagione agitata, vero? 


E il pregara della mezza Maratona del tramonto non ha fatto eccezione. Temporale, goccioloni grossi come noci, fino a mezz’ora dal via. Poi più nulla. Persino il sole. Risultato: umidità da tropico sull’asfalto. Non importa, avrei corso con la pioggia. Per me è una corsa particolare… Per il luogo, il Friuli, perché su queste spiagge ci ho passato un sacco di momenti unici, perché c’è il mare, per quasi metà percorso, e io ritengo che le onde che bagnano le coste uniscano le distanze. È una fantasia, ma in qualche modo so che è davvero così. E perché accanto a me c’è la mia amica Francesca che alla partenza della sua prima 21 chilometri è serena. Quello emozionato sono io, curioso. Mentre mi si appannano gli occhiali sento lo sparo. Dio quanto mi mancava!

Si va, si corre, si vola. Con il sorriso. 

Il ritmo in gara non è lo stesso che si tiene in allenamento: né più veloce, né più lento. È diverso. Francesca si abitua poco a poco all’atmosfera di una corsa tanto lunga. C’è un sacco di pubblico, la gente dell’estate, con lingue e modi di vedere lo sport diversi. 

Penso che qui Hemingway ci ha trascorso molti momenti importanti, fluiti in quelle sue parole che mi dilatano sempre l’anima e il respiro. Penso anche che David Guetta ha suonato qui e mentre corriamo per Sabbiadoro sentiamo Titanium uscire dai locali. Il rumore, la musica, la gente che ti offre uno spritz ai bordi della strada.

Quanta fatica dentro questa umidità, vero Francesca?

Poi appare il silenzio del Tagliamento. La quiete selvaggia di un fiume che scorre in un luogo che sembra da un’altra parte. 


E mi accorgo che ogni chilometro, anche questa volta, è un momento da ricordare. 

Raggiungiamo la passerella finale quasi al tramonto. Doveva essere così. Afferro Francesca e la lancio verso la linea del traguardo. Doveva essere proprio così. 

Avete mai visto una donna che realizza un sogno che le dicevano impossibile?


E poi c’è la medaglia.

È solo una medaglia.

Ma hai presente cosa c’è dietro?

Questo pezzo di metallo è un punto esclamativo, grande 21 chilometri, su qualche mese un po’ complicato, con la corsa che era diventata un’ancora per stare a galla, più che uno sport per volare. Succede. 

Quella notte a Lignano ho incontrato tante emozioni, passione, risposte tra la serena natura selvatica e i laser strobo fuori dai locali. Tante cose, me le sono andate a cercare ed afferrare.


Quando senti i passi sempre più stanchi, ma sempre più tuoi, quando cuore e cervello suonano melodia, quando la tua corsa fa spettacolo e la gente te lo fa sentire, quando aiuti qualcuno ad arrivare al traguardo col sorriso come qualcuno ha fatto con te, ecco quella non è più solo una medaglia.
Quella sei tu.

Ciao,

Alberto

(@per4piedi)

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