La Giacca Magica di Diadora e un inverno freddo freddo. 

il

Al primo tocco il tessuto mi ha incuriosito. E’ lucido, come l’alluminio, ma non scricchiola. Ha una cerniera di un bel blu e mi accorgo che è reversibile. Diadora la chiama Giacca Magica. 


E’ un capo che trasmette tecnologia applicata al movimento e, dicono, ha il potere di custodire il calore e proteggerti da tutto il freddo che puoi incontrare mentre corri.

E allora ho voluta sfidarla. Non un test, una sfida.

L’ho indossata, qualcuno mi ha detto “esprimi un desiderio” e via. L’ho provata per correre una decina di chilometri in collina, dentro una bella giornata invernale, con un gelo da leggenda scandinava, verso l’ora del tramonto.


Nella prima parte del tracciato, tutto rettilineo e tanta salita, l’ho indossata con il lato lucido verso il cielo. Dopo essere arrivato in cima alla collina e aver fatto stretching davanti ad un capitello, ho deciso di girarla e di lanciarmi in discesa. Libero nel passo, disciplinato nella postura. Selvaggio nelle urla. 


E la Giacca è davvero Magica.

Sotto indossavo un Hidden Power, sempre di Diadora, e una maglia tecnica a maniche lunghe. Oltre la vestibilità e le tasche comode, è l’effetto di abbraccio che mi ha colpito. Né stretto, né debole. Ma completo. E allora ho voluto capirci di più su questo strano capo, che sembra uscito da una navicella spaziale. 

E l’ho chiesto a chi l’ha pensata e progettata. Gelindo Bordin, medaglia d’oro nella Maratona olimpica di Seul nel 1988 e responsabile sport marketing e sport merchandising di Diadora. Quando voglio sapere una cosa, spesso arrivo fino alla fonte.

“Il confort è la cosa più importante. Quando abbiamo pensato a come progettare una giacca anti vento abbiamo pensato che nelle stagioni più fredde sei costretto a vestirti tanto. Anche se adesso esistono dei capi termici davvero performanti, comunque quando la temperatura scende sotto lo zero hai una perdita di calore fisiologica, anche quando corri, perché il calore corporeo esce. Allora abbiamo pensato a come sta un corridore alla fine di una Maratona: è sudato, prova freddo, gli mettono addosso la mantellina e sta subito al caldo. La mantellina è costituita da un foglio di materiale metallico, un isolante termico, che però fa rumore per lo sfregamento. La sfida è stata trasferire quel materiale su un capo tecnico, che non facesse rumore e che mantenesse le stesse qualità della mantellina della Maratona, ma che in più traspirasse, cosa che quella mantellina non fa. Quindi la soluzione che abbiamo trovato è passata per sei mesi di lavoro con i tessutai, per trovare come far aderire quel materiale ad un tessuto traspirante, in modo che la giacca tenesse il corpo al  caldo e permettesse la traspirazione. E’ un capo full body. Sopra lo zero la utilizzi con la parte lucida all’esterno, riflette la luce, e isola un po’ meno. Quando sei sotto zero, la giri e il tessuto mantiene i gradi corporei naturali. E nelle giornate attorno ai 2 e 3 gradi indossata prima o subito dopo l’allenamento mantiene il calore prodotto dal corpo.”.

Fatevi abbracciare e state al caldo.

Ciao,

Alberto

(@per4piedi)

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