Vita da pacer: Chiara a Lignano pensando a NYC (e alle Mauritius)

Chiara abita a 22 chilometri dalla partenza della Maratona di Venezia. Capita, a chi unisce la quotidianità con la corsa, di trovare naturale chiamare le distanze quasi per nome. Così, lei abita a poco più di una mezza Maratona da un luogo magico per molti corridori. E di mezze ne corre parecchie, in una prospettiva che mi incuriosisce: quella del pacer. 

È anche una maestra, una Maratoneta, una vegana, tanto da prepararsi il gelato vegano in casa.

La prossima avventura con le scarpette e i palloncini dell’ora e 55 minuti, Chiara la vivrà alla Lignano Sunset Half Marathon, il 10 giugno prossimo. Una tappa di avvicinamento all’obiettivo grande come la città che ne farà da scenario. Chiara fa parte della squadra di 20 ragazze che rappresenterà l’Italia e Diadora alla prossima Maratona di New York.


Come ti stai preparando per Lignano?

“Sto continuando a seguire la tabella di allenamento che Gelindo Bordin ha preparato per ciascuna delle ragazze del progetto Run to NYC di Diadora, ma confesso che sto portando alcune modifiche”, ride.

Quali?

La tabella prevede 4 allenamenti a settimana, che ho mantenuto come cadenza, aumentando leggermente la velocità, per non perdere il passo. Gli allenamenti settimanali sono organizzati su 3 fondi lenti e 1 seduta di ripetute. Gli allenamenti cambiano ogni settimana. Io poi mi sono tenuta “libera” le domeniche per partecipare alle marce. Ora ho iniziato ad allenarmi sui colli per fare potenziamento muscolare.”

Hai corso Lignano anche lo scorso anno, alla prima edizione della Sunset: cosa ti piace di questa corsa?

“Lignano è stata una straordinaria sorpresa. La location balneare è fantastica e il tantissimo pubblico, per lo più costituito da stranieri, è molto attratto dalla manifestazione e fa sentire la sua presenza, con applausi e costanti incitamenti. Quando mi hanno proposto di fare la pacer per l’edizione di quest’anno non ho esitato.”

Ecco, come si diventa pacer?

“Sono tesserata con la Rain Runners di Piove di Sacco e faccio parte di Libere di correre, un gruppo di amiche che porta avanti un messaggio di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Oltre a divertirci facendo quello che ci piace di più fare: correre. È grazie a questo gruppo che avvengono i contatti con gli organizzatori delle corse.”


Come interpreta la gara un pacer?

Fare la pacer è una grande emozione, ma anche una responsabilità perché non corro per me stessa, ma per aiutare gli altri a raggiungere un obiettivo. Quindi si corre guardando il gps. È doveroso essere il più possibile precisi nei tempi, poi l’imprevisto può sempre accadere.”

Cosa ti piace di questo ruolo?

“Gli altri runner che ti ringraziano, anche con le lacrime, e ti abbracciano perché li hai accompagnati a tagliare il traguardo. Già correre mi emoziona, fatto come pacer è una dimensione che mi lascia sempre qualcosa in più.”

E durante la corsa come ti comporti?

“Siamo un gruppo di pacer casinari. Una volta abbiamo corso con i fischietti. Non ti dico altro. Correre dev’essere prima di tutto divertimento.”

C’è un aneddoto della tua vita da pacer che ricordi in modo particolare?

“Durante una Dogi’s half marathon ho fatto la pacer con una delle mie più care amiche, talmente cara che al quarto chilometro i nostri rispettivi palloncini si sono attorcigliati tra di loro. Avevamo il passo sincronizzato.”


Si fa un test per mettersi i palloncini al polso?

“No, devi solo correre ad un passo che sai tenere bene. Non farò mai la pacer di 1h45, per dire. Ma da 1h50 in su, in teoria, dovrei farcela.”

In teoria? 

“In teoria perché nella corsa tutto può accadere.”

Ma i pacer prendono la medaglia?

“E certo e guai se non me la danno! E anche il pacco gara.”

Qualche consiglio per chi sarà al via della Sunset lungo il mare di Lignano, magari accanto a te?

“A Lignano la parola d’ordine è divertirsi e godersi il percorso dall’inizio alla fine. Quest’anno poi il percorso è stato modificato e secondo me sarà ancora più bello.”

In quale corsa ti piacerebbe fare la pacer?

“Non ho dubbi. Mi piacerebbe correre alla Mauritius, magari la Maratona. Ecco fare la pacer lì sarebbe un sogno perfetto. Però quella delle 4 ore, forse anche 5, così mi godo il caldo.”

Ciao,

Alberto

(@per4piedi)

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