#RuntoNYC: come brividi sulla pelle.

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Dunque, ragazze ci siamo.

Per me oggi è la vigilia del volo verso le strade di New York City, per voi la partenza sarà nelle prossime ore. Questa mattina ho indossato la maglia con cui correrò la Maratona, dice “Alberto Diadora Team” e con lei ho messo addosso tanti brividi di vita.

La Grande Mela ci aspetta per farsi mordere. E’ un morso iniziato a marzo e, in verità, anche prima. In questi mesi avete corso ovunque ci fosse un tratto di strada che potesse ospitare i vostri passi. Se non c’era, lo avete trovato. E avete corso dentro orari che non immaginavate a ritmi impensabili. Abbiamo tutti imparato che la corsa si misura nel tempo che passi con lei. Resistenza e velocità sono una conseguenza. Come i brividi sulla pelle.

New York è già vestita con il set della Maratona. Più di sessantamila persone a correre, milioni di occhi e di mani, lungo quelle strade e in tutto il mondo, a fare il tifo, ad ammirare, ad nutrire un sogno. Ci sarà un primo, ci sarà un ultimo. E saranno il primo e l’ultimo di New York. Sono convinto che ci sia un prima in ogni Maratona e poi un dopo. La Regina ti guarda e scava in te finché trova qualcosa. Ti prende più o meno tutto per ridartelo più forte, più potente, pieno di energie nuove. La Maratona è un gioco serio, pieno di rispetto, pieno di leggerezza. Le zavorre dentro sono l’unica cosa che non ci servono

Prima di raccontare il vostro viaggio, la corsa quest’anno mi ha regalato spazi enormi. Ho raccontato un Guinness dei Primati, 62 Maratone in 62 giorni consecutivi sul tapis roulant, ho raggiunto un obiettivo personale e incontrato Ötzi sfiorando il cielo. Ho corso con chi non può muoversi, dicono. Sono andato giù da una pista da sci e e ho corso il mio primo trail: avevo una motivazione più forte della mia paura della discesa. E ho immaginato cosa senta il ragazzo jamaicano sembrava non si dovesse fermare mai.

La prima volta che voi ed io ci siamo conosciuti, ho provato a raccogliere il più possibile della vostra storia in 15 minuti di domande da sconosciuto perfetto. Spero di esserci riuscito. Poi ho messo in gioco le mie parole, e tutta l’energia che mi ci vuole per metterle sulla carta, per raccontare un viaggio denso di vita e di battiti, di respiri, di consapevolezza, di cambiamenti, di scelte, di tentativi, di provare a fare e rifare meglio, di passi messi a terra, di braccia che ondeggiano disegnando un binario invisibile, di nodi che si allacciano sulle Blushield e che si sciolgono in gola. Perché, in questo viaggio chiamato #RuntoNYC, in fondo e lentamente, ognuno ha trovato qualcosa di nuovo dentro di sé che chiamerà per sempre casa. Ecco il vero significato di fondo lento.

New York ci aspetta, vestita dalla Maratona che ognuno sogna. Tutto il viaggio vissuto non ce lo toglierà più nessuno.

E questo non è un sogno.

Alberto

(@per4piedi)

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