Blushield, Let’s Fly: conoscerete la nostra velocità.

Scrivi Blushield e leggi Diadora.

Il brand italiano prosegue il suo ritorno nel running, all’insegna della coerenza e dell’innovazione.

La tecnologia Blushield è stata ideata per un obiettivo: proporre una scarpa che rispettasse le caratteristiche dei piedi dei runner, garantendo costantemente l’equilibrio nella fase di appoggio.

La sintesi è nel claim Find your balance, trova il tuo equilibrio in ogni condizione di strada e chiunque tu sia. Quasi una filosofia del movimento.

Nel 2017, ho provato la prima evoluzione delle Blushield (il modello si chiama sempre Mythos Blushield, nome che però ormai si identifica con quello della tecnologia blu), dal debutto, un anno fa, fino alla Maratona di New York, che ho corso con le Blushield Hip, variante che mi è piaciuta tanto per ammortizzazione e reattività all’interno, ed una tomaia dallo stile grintoso all’esterno.

Ora Diadora cambia ancora pelle, ma non radici.

Nell’anno delle sue 70 candeline, il marchio italiano propone contemporaneamente tre varianti delle Blushield, che puntano ad attrarre ogni tipo di runner, uomo o donna: dal principiante che si diverte a quello che cerca l’adrenalina della velocità.

Ecco dunque le nuove Blushield 2, rese più snelle rispetto all’edizione 2017, le Elite, focalizzate sul confort e le distanze più lunghe, e le Fly.

E qui si osa, fin dalla scatola.

Le Fly nascono dall’impianto delle prime Blushield, ma hanno l’intersuola abbassata, una versione più leggera della tecnologia blu e le ipnotiche onde termosaldate per rendere la tomaia solida. E fluida, anche agli occhi.

Una macchina da corsa, a 290 grammi.

Questa volta ho voluto mettermi alla prova con la velocità. Ed è molto divertente!

Ho provato le mie Fly arancio giallo nere subito lungo un percorso collinare, con alcuni saliscendi morbidi, altri decisi, terminando con qualche chilometro di trail urbano, tra pavé e scale di sassi e muschio.

La calzata è comoda, con le dita che trovano tranquille il loro spazio e che, rispetto alle Blushield classiche, si sentono più avvolte.

Le Fly si esaltano con ritmi veloci e ho percepito piacevolmente il ritorno di energia all’uscita decisa dalle curve.

Ma anche in salita non si risparmiano, anzi, accettano la sfida, così come sui sampietrini, dove proteggono bene i piedi nella fase di appoggio. A velocità controllata, naturalmente.

Mi sono divertito molto sui tratti di rettilineo e in falsopiano, con la leggerezza ai piedi e l’energia dentro le gambe.

Per il mio peso (circa 74 kg), credo siano scarpe ideali per esercizi di ripetute o distanze di 10 km veloci, e buone compagne per una mezza Maratona determinata.

Con qualche chiletto in meno, arrivano fino alla Maratona.

Piccola curiosità. Al centro della suola, è stata posizionata una finestrella trasparente che porta nel cuore Blushield: la particolare mescola in SBS, quasi una gelatina di color blu, di cui sono fatti i piccoli coni della soletta, che sotto l’impronta del piede si dilatano per fornire a ciascuno il proprio equilibrio.

Let’s Fly. And #MakeItBright

Ci vediamo in giro.

Alberto

@per4piedi

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