La pace, senza chiedere nulla di più.

Domenica pomeriggio e fuori c’è un’atmosfera che fa alzare dal divano. La strada mi chiama.

Indosso una maglietta azzurra, con disegni tribali sul petto, e sotto una termica, perché non tornerò prima del tramonto. I nodi delle scarpe sono stretti il giusto.

Ho in mente un percorso tra colline e vigne: un bel parco giochi nella mia terra, ritornata tranquilla. Parto, rispetto la traccia, il ritmo è quello di una corsa per divertirmi.

Poi, forse per la voglia di seguire il giallo autunno che puntella la strada, mi lascio scorrere verso un’altra direzione.

Il tragitto improvvisato abbandona la via principale e mi propone una discesa di asfalto misto foglie fino ad uno specchio d’acqua color alluminio. Il lago si apre tra gli alberi sempre più e mi distende le guance tiepide con i versi dei suoi abitanti nascosti attorno.

La pace, senza chiedere nulla di più.

Alberto

#4piedi

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