Ho incontrato Babbo Natale: il cielo è il limite.

Qualche giorno fa mi sono trovato davanti Babbo Natale.

Era un vecchietto, magro, perfettamente rasato e camminava aiutandosi con un carrellino a rotelle, dipinto di una vernice azzurro cielo. E azzurri sono anche gli occhi dell’uomo.

Non è la prima volta che lo incontro, sempre sorridente nello sguardo, postura curva, lento nel passo, ma incerto mai.

Mi colpisce come decida il punto dove poggiare i piedi sul terreno e come il suo ritmo nel muoversi consideri alla perfezione la strada che ha davanti e la sincronia delle ruote del carrello a cui si affida.

Questa volta ho deciso di fermalo, salutarlo, chiedergli della sua storia e fargli gli auguri.

E lui mi ha fatto un regalo. Del resto, è Babbo Natale.

Ho scoperto che in primavera compirà 92 anni, ha problemi al cuore e il movimento è difficile da un po’. Il respiro è regolare, abbastanza insomma, bisogna accontentarsi. Mangia poco, ma di tutto, soprattutto, da sempre, mastica lentamente e il vino, con molta parsimonia, lo preferisce rosso. Dicono che renda forti, e a quasi 92 anni ogni cosa che renda un po’ più forti va bene. Il suo medico non dice il contrario, per lo meno.

E, nonostante tutto, lui, da tutta la vita, non manca mai agli appuntamenti con le cose che gli piacciono e lo fanno stare bene.

Quindi incontra sua figlia, vede i nipoti, frequenta la chiesa, fa la spesa e va a vedere le partite di bocce degli amici, quelli più giovani di lui, che riescono ancora a giocare, per lo meno.

I limiti non gli devono impedire, dice, di fare le cose che danno un senso alle sue giornate, la cui somma è uguale alla sua vita.

So che devo vivere il mio presente con un grande senso di speranza e fiducia nel futuro, lasciando che il passato riposi in pace, però ogni tanto fa bene ricordarselo.

E questo Babbo Natale senza slitta mi ha ricordato che il tempo è un aereo, che va avanti dritto per il proprio cielo, e del resto non gliene importa nulla.

Però, i piloti siamo noi, nel bene e nel male.

Questo credo sia un insegnamento totale e meraviglioso.

Ogni giorno incontriamo Babbi Natale che ci ricordano il senso di ciò che facciamo.

Incontriamo anche le befane, i troll, gli elfi e le renne che spingono avanti le cose. Incontriamo un sacco di creature diverse e sta a noi decidere con chi proseguire, chi frequentare, chi evitare, con chi fermarci a bere qualcosa e con chi non bere nulla.

Poi il mio Babbo Natale ha ripreso la strada, facendo rotolare il suo carrellino azzurro cielo.

Il cielo è il limite.

Un abbraccio a voi e famiglia,

Alberto

#4piedi

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