Ascolta la strada.

il

“Dunque, partiamo e facciamo la Sorte, Rua, Refrontolo…”.

Disegno il percorso con l’immaginazione e concludo: Troppa salita.

È molto presto, è quell’ora in cui si sveglia quasi solo il cielo. E chi va a prendere pane e giornale prima degli altri. Trenta chilometri davanti, che poi, secondo me, un chilometro in collina è più lungo di uno in piano. Si scherza. Semplicemente poi si parte.

Quando fai una corsa lunga lunga, ragioni in distanza non in tempo. Passo costante, il resto viene da sé.

Il rumore dei passi sul pavè, Conegliano quanto sei bella. Le scarpe che spingono indietro la collina del Castello. I piedi che da quattro diventano sei. In una corsa lunga lunga conosci una persona per la prima volta e, alla fine, vi siete raccontati un sacco parlando di poco. Passo costante, ascolta la strada, non l’orologio. Ascolta le cicale tra le vigne, i cani che abbaiano mentre scivoli via, fotocellule scodinzolanti tra un confine e l’altro. La temperatura è ideale per sudare il giusto, al resto ci pensa la pendenza.

Arriviamo a 15 km, tocchiamo la boa e ritorno. Ho notato che nelle corse lunghe lunghe spesso si utilizzano termini dei racconti del mare. E anche gli stessi trucchi da marinai per recuperare energia in fretta, come il caffè ristretto, allungato con l’acqua fredda e mezza bustina di zucchero di canna. Tre euro e 20. Signora, ho solo i tre euro. Tre euro e 20. Signora, sennò ho venti euro interi. Glieli cambio. Signora.

Le corse lunghe così sono piene di personaggi. Guarda che bravi. Grazie. Quanto fate? Trenta chilometri. Se mati voialtri.

E di nuovo su, la strada in direzione opposta. La discesa di prima diventa salita e il contrario. Leggi il retro dei cartelli. Benvenuti nel paese del vino. Grazie per aver visitato il paese del vino. Arrivederci. E poi capita anche, in una corsa lunga lunga, di fare un terzo tempo anticipato. Un sorsetto di prosecco ed una fetta di limone.

Gli ultimi seimila metri in progressione, la mente leggera, la collina che torna ad essere pavé. La distanza entrata nelle gambe.

L’orizzonte in salita, denso di campagna, che se guardi bene però, in un giorno come oggi, riesci a vedere il mare persino da qui.

Ciao,

Alberto

#4piedi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...