Diario di una Pacer alla Maratona di Roma.

Allora, com’è andata a Roma?
Da domenica ho ricevuto questa domanda un numero infinito di volte.

Per rispondere basta dire: Incredibile!

Una Maratona è sempre una grande incognita.
Per quanto uno runner possa essere preparato bene, può succedere di tutto: crisi di gambe, di testa, di dolori improvvisi.
E dopo questa esperienza da Pacer, ho capito che, quando ti devi prendere cura degli altri, non dai spazio ai pensieri distruttivi, alla voglia di mollare, al bambino che fa le bizze dentro di te.
Non fai nemmeno il conto alla rovescia, sperando di vedere il cartello “42” apparire il prima possibile.
Quello che mi è successo domenica a Roma è stato assicurarmi che Monica fosse sempre vicina a me, che Mauro al 40 chilometro non mollasse di testa, rassicurare Alessio che ognuno di noi aveva le gambe dure come il marmo, ma che non doveva mollare.

Domenica ho passato 3 ore, 59 minuti e 48 secondi cercando in continuazione gli occhi di perfetti sconosciuti, che mi hanno tacitamente chiesto: “Claudia, aiutami a realizzare un sogno”.


Sapete, cari ragazzi che mi avete abbracciata e ringraziata, siete stati voi a realizzare un sogno, quello di mettere da parte il mio tempo per condividere il Vostro.
Questa è stata una Run Rome The Marathon Special Edition, ed i motivi sono molteplici.
Vivere il clima maratona all’Expo e conoscere tutti i Pacer. Abbracciare amici che non vedevo da tempo e con i quali mi stavo imbarcando in una impresa incredibile, la nostra presentazione sul palco, il briefing tecnico per assimilare bene ciò che c’era da fare.
Fare parte di una Maratona con la M maiuscola, la prima grande competizione dopo lo pseudo disgelo pandemico.
L’appuntamento con la squadra dei Pacer è stato alle 5 ai Fori Imperiali.
Ancora il buio non stava dando spazio alla tiepida alba romana.
Una notte insonne e con mille dubbi è stata immediatamente ripagata dalla vista del Colosseo illuminato, in una domenica mattina silenziosa, che sembrava fatta soltanto per noi runner e per gli addetti ai lavori.


Quel gruppo di canotte arancioni e rosa sprigionava energia ed allegria da tutte le fibre.
Vederlo da lontano è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, una sensazione davvero di pace, rassicurante.
Man mano che si avvicinava l’ora di entrare in griglia, l’emozione saliva, adrenalina pura, smorzata da battute scambiate qua e la con la squadra.
Ho incontrato amici da tutta Italia, persone che da virtuali erano finalmente reali.
E’ stato fantastico correre con i miei compagni di onda, Lisa, Michele e Marco.

Persone con esperienze diverse, in quell’istante focalizzate su un obiettivo comune.
Arrivare al traguardo e vedere la gioia di Federica, la nostra organizzatrice dei Pacer nonchè mia amica e compagna di squadra di triathlon, è stata la ciliegina sulla torta.
Per non parlare della commozione del mio Amico Nicola, che aveva appena portato a termine la sua prima Maratona, nonostante avesse passato un periodo davvero disastroso.
Ognuno di loro, mi ha fatto un regalo, semplicemente con la propria presenza e donandomi una commovente fiducia.
E se non è una Special Edition questa…
Grazie a tutti coloro che mi hanno incitata prima, durante e dopo.
E grazie Roma!

Claudia Mattiuzzi.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Grazie Claudia per avermi aiutata a realizzare un sogno !!

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